Francoise Daoud sarà in Italia dal 22 al 28 ottobre, avrà impegni a Bologna nel quadro della rassegna "Segnali di Pace" promossa dalla Provincia di Bologna ( il 25 sarà relatrice nel Workshop Internazionale "Genere ed Economia Solidale"al Centro di documentazione dalle 16 alle 20), avrà inoltre incontri con rappresentanti delle istituzioni e con i media.
23 ottobre 2012
Francoise Daoud il 25 ottobre al Centro di documentazione delle Donne a Bologna
Francoise Daoud sarà in Italia dal 22 al 28 ottobre, avrà impegni a Bologna nel quadro della rassegna "Segnali di Pace" promossa dalla Provincia di Bologna ( il 25 sarà relatrice nel Workshop Internazionale "Genere ed Economia Solidale"al Centro di documentazione dalle 16 alle 20), avrà inoltre incontri con rappresentanti delle istituzioni e con i media.
27 agosto 2012
Alla vigilia del ritiro delle truppe occidentali sono i taleban a dettare legge: 17 decapitati, ascoltavano musica.
Giuliana Sgrena
lunedì 27 agosto 2012 20:02

Nella stessa provincia di Helmand sono stati uccisi dieci soldati afghani, mentre due soldati Usa sono le vittime di quello scontro che viene definito green-on-blue, dal colore delle divise. Sono infatti sempre più numerosi i casi di "fuoco amico", i soldati afghani addestrati dalle forze occupanti che rivoltano le loro armi contro i loro trainer.
Scene di massacri purtroppo noti in Afghanistan, a sorprendere è il fatto che tutto questo avviene dopo undici anni di intervento militare occidentale e alla vigilia del ritiro delle truppe americane. A che cosa è servito l'intervento? Si pensava che almeno fosse servito a cacciare i taleban dal potere, ma non è così. Gli americani hanno cercato un negoziato con i seguaci di mullah Omar ma il contatto è stato interrotto dai taleban. Perché dovrebbero trattare se hanno la possibilità di tornare al potere senza dover rispettare delle condizioni? E anche se c'è chi ha voluto accreditare la distinzione tra taleban buoni e taleban cattivi, questa divisione non sembra suffragata dagli attacchi quotidiani sul territorio.
La musica continua ad essere vietata, così come la promiscuità e c'è da immaginare che anche le ragazze non potranno più andare a scuola, visti i numerosi casi di avvelenamento nelle scuole frequentate da ragazze. Sembra che non si dovrà attendere la partenza delle truppe occidentali per vedere tornare in vigore la legge dei taleban.
1 agosto 2012
Intervista a Malalai Joia: IL PARLAMENTO AFGHANO E' UN TEATRO
17 maggio 2012
26 aprile 2012
Lettera al Sindaco di Bologna Merola in merito al processo per stupro di Montalto di Castro
Alla Presidente del Consiglio Comunale Simona Lembi Alla Presidente della Commissione delle Elette Raffaella Ferri
Gentile Sindaco come lei forse sa già, e' avviato dal 13 aprile il processo per lo stupro di gruppo messo in atto da ben 8 uomini allora minorenni contro una ragazza di 15 anni, a Montalto di Castro, dopo ben cinque anni dai fatti. Tante associazioni e tante donne si sono attivate nel paese per azioni di solidarieta' e sensibilizzazione e per esprimere vicinanza a M. e alla sua famiglia che da anni vivono un clima di insopportabile intimidazione in un luogo come Montalto che ha immediatamente solidarizzato in gran parte con gli stupratori, a partire dal Sindaco Salvatore Carai, arrivato al punto di stanziare ben 40.000 € (denaro pubblico) per pagare loro le spese processuali. La cosa aveva sollevato indignazione a livello nazionale e pertanto era rientrata. Dopo cinque lunghi anni dallo stupro di gruppo subito nella pineta di Montalto di Castro, dopo una lunga serie di rinvii, finalmente gli otto giovani uomini sono saliti sul banco degli imputati. Venerdì 13, alle ore 9,30 presso il Tribunale dei minori di Roma, nonostante i timori di un ennesimo rinvio, si è svolta la prima vera udienza del processo a loro carico. A suo tempo era stata inviata una lettera al presidente dell'ANCI Chiamparino su indicazione delle donne riunite nell’Assemblea Cittadina di donne, femministe e lesbiche di Bologna, che stigmatizzava il comportamento allucinante del Sindaco e chiedeva che fossero stabilite sanzioni nei suoi confronti e presi provvedimenti dedicando allo stesso tempo impegno al contrasto alla violenza sulle donne. Invece non solo Chiamparino non ha risposto mai alla lettera ma il sindaco, tuttora in carica ma non riproposto nelle elezioni di maggio, è stato eletto anche consigliere nella Provincia di Viterbo. Sarebbe per noi tutte importante che su Palazzo D'accursio, per tutta la durata del processo, si potesse esporre uno striscione che esprima la vicinanza a M., non solo delle associazioni bolognesi firmatarie ma della città tutta con le sue istituzioni. Questo a parziale risarcimento per la noncuranza dimostrata dalle istituzioni nei confronti di una tremenda violenza perpetrata da un gruppo di ragazzi su una ragazza che ha dovuto allontanarsi dalla città come se fosse la responsabile del fatto e non la vittima, per il clima accusatorio e di isolamento che la circondava.
25 aprile 2012
Campagna nazionale delle Donne in Nero per la Pace
Tagliamo le spese militari
Smilitarizziamo le nostre vite
Smilitarizziamo il 2 giugno
Facciamo della festa della repubblica una festa di pace e democrazia
29 marzo 2012
E'morta Adrienne Rich poeta, saggista, lesbica e femminista

FIRMIAMO L'APPELLO CONTRO L'ACQUISTO DEGLI F35

DONNEINNERO
www.donneinnerobologna.blogspot.com
Il Ministro alla Difesa ha deciso di confermare l’acquisto di
90 cacciabombardieri nucleari F35:
una delle più micidiali armi da guerra mai costruite,
che costa circa 115 milioni di euro al pezzo.
In tutto più di 10 miliardi di euro
Si tratta di una scelta irresponsabile
in un momento in cui si costringono milioni di italiani a fare enormi sacrifici e mancano risorse per la polizia, la giustizia, la protezione civile, la scuola, la lotta alla povertà e per gli enti locali.
Per questo è importante accrescere la pressione sul Parlamento che ora dovrà valutare e cancellare questa decisione.
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Perchè dire NO al cacciabombardiere F-35 Joint Strike Fighter?
NO allo spreco di risorse per aerei da guerra sovradimensionati e contrari allo spirito della nostra Costituzione
SI all’utilizzo di questi ingenti risorse per le necessità vere del paese: rilancio dell’economia, ricostruzione dei luoghi colpiti da disastri naturali, sostegno all’occupazione
NO alla partecipazione ad un programma fallimentare anche nell’efficienza: il costo per velivolo è già passato (prima della produzione definitiva) da 80 milioni di dollari a 130 milioni di dollari (dati medi sulle tre tipologie)
SI all’investimento delle stesse risorse per nuove scuole, nuovi asili, un sostegno vero all’occupazione, l’investimento per la ricerca e l’Università, il miglioramento delle condizioni di cura sanitaria nel nostro Paese
NO al programmi militari pluriennali e mastodontici, pensati per contesti diversi (in questo caso la guerra fredda) ed incapaci garantire Pace e sicurezza
SI all’utilizzo delle risorse umane del nostro Governo e delle nostre Forze Armate non per il vantaggio commerciale dell’industria bellica, ma per la costruzione di vera sicurezza per l’Italia
NO al soggiacere delle scelte politiche agli interessi economici particolari dell’industria a produzione militare e dei vantaggi che essa crea per pochi strati di privilegiati
SI al ripensamento della nostra difesa nazionale come strumento a servizio di tutta la società e non come sacca di privilegi e potere
Firma anche tu l'appello proposto dalla mobilitazione contro F35



